Alla scoperta della valle dei templi di Agrigento
Agrigento Sicilia

Alla scoperta della valle dei templi di Agrigento

La Valle dei Templi di Agrigento è uno dei luoghi più antichi e suggestivi di tutta la Sicilia. E’ la principale testimonianza del glorioso passato della Magna Grecia, nonché magnifico esempio dell’arte ed architettura greca.

Akragas fu una importante colonia greca, fondata nel 580 a.C. da greci che abitavano nell’odierno territorio di Gela. Durante gli oltre 300 anni del dominio greco la città crebbe in importanza e potenza. Finché nel 210 a.C. venne occupata dai romani, che ne modificarono il nome in Agrigentum.

Il sito archeologico si estende per 1300 ettari e vanta al suo interno 10 templi di ordine dorico, le antiche fortificazioni della città e diverse necropoli.
Dei 10 templi uno soltanto si è perfettamente preservato, mentre degli altri si conservano solo le rovine o alcune colonne.
Tutti i templi agrigentini sono costruiti rivolti verso est, in direzione del sorgere del Sole, per permettere, secondo la credenza, alle divinità di “entrare” nelle loro case. Inoltre, in questo modo le statue presenti all’interno degli edifici, nel naos, venivano illuminate dai raggi solari.

 La valle dei Templi è stata dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1997.

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Il percorso è lungo circa 2 Km e per percorrerlo io e Rosaria, la mia compagna di viaggio, abbiamo impiegato tutta la mattina. Il biglietto d’ingresso costa 10€, il ridotto 5€.

Il panorama è grandioso, la valle si affaccia sul mar Mediterraneo, distante appena 3km.  Il paesaggio circostante è caratterizzato prevalentemente da 3 colori: l’ocra-dorato della calcarenite, la pietra utilizzata nella costruzione dei templi, il verde della florida vegetazione tipicamente Siciliana con alberi d’ulivo, mandorli e fichi d’india, e l’azzurro del mare e del cielo che incorniciano quest’opera d’arte. Un spettacolo per gli occhi.

Lungo il lato meridionale del viale principale, sono visibili i resti di quelle che erano le mura di fortificazione che si estendevano per 12km.

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Il primo tempio che abbiamo incontrato, entrate nel sito, è quello di Giunone, moglie di Zeus e dea del matrimonio. Costruito intorno al 450 a.C., fu incendiato dai Cartaginesi nel 406 a.C.
E’ edificato nel punto più alto della valle, a 120 metri di altezza rispetto al livello del mare, sembra controllare il resto dell’area.

tempio di Giunone

Poco distante si trova il tempio della Concordia, di cui ancor oggi non si conosce la divinità alla quale era dedicato. Il nome deriva da un’iscrizione latina ritrovata nei pressi dello stesso, in cui veniva fatto riferimento alla Concordia degli agrigentini. La struttura si è conservata perfettamente sia all’interno che all’esterno e si mostra in tutta la sua meraviglia.  Nel VI secolo venne trasformato in una chiesa cattolica.

tempio concordia

Prima di raggiungere il tempio successivo, ci si imbatte in un edificio del secolo scorso: la villa Aurea, fatta costruire dal capitano dell’esercito inglese A. Hardcastle. Venuto in Sicilia per ammirarne il patrimonio artistico, rimase affascinato dalla zona archeologica, tanto da acquistare il terreno dove oggi sorge la villa e fissare qui la sua dimora. Il capitano era un uomo facoltoso e appassionato di archeologia, col suo denaro finanziò diversi scavi nella zona.

Proseguendo la visita si arriva davanti al tempio di Ercole, il più antico tra quelli presenti nella valle. Vanta colonne alte 10 metri, 4 metri in più rispetto a quelle del tempio di Giunone e della concordia alte 6 m.  L’interno, che doveva essere diviso in 3 ambienti, al centro ospitava la statua del semidio. Distrutto da un terremoto, oggi rimangono solamente 8 colonne, rialzate grazie al capitano Hardcastle.

tempio ercole

Il tempio di Zeus era il più grande della Magna Grecia, costruito dopo la vittoria sui Cartaginesi del 480 a.C. Oggi dell’imponente struttura non rimangono che delle macerie. Sappiamo che l’edificio era caratterizzato, oltre che per l’imponenza, da un colonnato chiuso.

Di quello che era il tempio dedicato ai due fratelli Castore e Polluce non rimangono che 4 colonne delle originarie 34.

tempio castore

A ovest della collina dei templi, separato dal giardino della Kolymbethra, si trova il tempio di Efesto, di cui rimangono soltanto alcuni resti tra cui 2 colonne.

tempio efesto

Il giardino della Kolymbetra, dal greco “piscina”, si estende su una superficie di 5 ettari. Si tratta di una depressione naturale che ai tempi dei greci era colma d’acqua, che vi arrivava tramite un sistema di acquedotti, progettato dall’architetto Feace. Dal I secolo d.C. la zona venne utilizzata come terreno agricolo, dove venivano coltivati frutta, verdure e in seguito agrumi. Negli anni 80 del secolo scorso l’area venne abbandonata, a causa della mancanza d’acqua.

Oggi, in seguito all’intervento del FAI, quest’area è un magnifico giardino, particolarmente fertile e rigoglioso. Un’oasi di pace in cui passeggiare e riposarsi su una panchina all’ombra di qualche albero. Il giardino è una meraviglia per gli occhi e l’olfatto tanto da essere paragonato all’Eden. Pieno di specie vegetali tra cui i tipici agrumi siciliani, mirto, ginestra, gelsi, zagara ed euforbia. Per accedere al giardino è necessario acquistare un biglietto separato di 5€.

kolymbetra

La primavera è uno dei periodo migliori per visitare l’area archeologica, il tempo è prevalentemente soleggiato ma non eccessivamente caldo, e i raggi del sole illuminano l’area e i templi aumentandone lo splendore.

4 thoughts on “Alla scoperta della valle dei templi di Agrigento”

  1. ……..BEAUTIFUL anche in Sicilia una bella ragazza siciliana può fare la turista e trasmettere a chi legge le sue emozioni

    1. E’ uno dei miei posti preferiti in Sicilia, molto suggestivo! Ogni volta immagino come doveva essere Agrigento ai tempi dei greci..

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