Auschwitz: vergogna dell’umanità
Polonia

Auschwitz: vergogna dell’umanità

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.”

Primo Levi

Vedere i campi di concentramento Auschwit-Birkenau era una di quelle cose che avrei voluto non fare nella vita.
Durante i miei viaggi ho sempre appositamente evitato le visite ai musei ebraici, case del terrore e campi di sterminio, ma questa volta è stato diverso, non potevo tirarmi indietro.

Auschwitz è il nome tedesco della meno nota cittadina di Oświęcim nella Slesia. I tedeschi dopo la loro occupazione rinominarono diverse città, strade e vie, tra cui questo antico borgo medievale oggi tristemente noto.
I campi di concentramento di Auschwitz, funzionarono dal 1941 fino alla liberazione da parte delle truppe sovietiche avvenuta nel 1945. Sono divenuti patrimonio dell’UNESCO dal 1979.Cracovia (13) (FILEminimizer)

La città di Oświęcim dista circa un’ora e 15 minuti di pullman da Cracovia. La visita guidata prevede l’ingresso nei campi Auschwitz I e II, ed ha una durata di circa 6 ore compreso il trasporto.

Sono stati scritti fiumi di pagine e sono stati girati altrettanti film e documentari sulla Shoah. Sono sempre stata molto interessata a quanto accaduto durante la seconda guerra mondiale, e poco prima di partire ho deciso di leggere “Se questo è un uomo”, di Primo Levi, per essere “pronta”. Volevo essere più preparata possibile, così da sapere cosa aspettarmi quando mi sarei trovata davanti a quei luoghi. Ma non è servito a niente, non si potrà mai essere pronti a vedere  tanto orrore, tanta cattiveria, tanta pazzia.

bhb (FILEminimizer) Ho dovuto raccogliere tutte le mie forze prima di riuscire a varcare la soglia di quell’orrendo cancello. La scritta, famosa a livello planetario, è semplice e paradossale “Il lavoro rende liberi”.Auschwitz

L’aria che si respira all’interno dei campi è pesante, ogni cosa è immobile e senza vita e il tempo sembra essersi cristallizzato. Non c’era particolarmente freddo per gli standard polacchi, ma camminando per quei viali deserti mi sentivo gelare.
Il rumore delle scarpe sulle pietre, il gracidare dei corvi, le nuvole che man mano che il sole tramontava diventavano sempre più dense, grigie e minacciose, la desolazione dei campi, è tutto troppo forte per restare indifferenti. Li, in quello che oggi chiamiamo museo, sono morte milioni di persone, le cui vite sono state stroncate dalla pazza furia omicida dei tedeschi.

Auschwitz I era un campo di lavoro forzato in cui morirono principalmente prigionieri di guerra, polacchi ed ebrei. Auschwitz II-Birkenau, molto più grande rispetto al primo era un campo di sterminio in cui persero la vita più di 100.000 persone.

Cracovia (18) (FILEminimizer)

Al loro arrivo gli uomini, giovani e in salute, appositamente selezionati dai medici, venivano mandati a lavorare seguendo orari massacranti. Il lavoro era sfiancante, andava avanti durante tutte le ore di luce dall’alba fino al tramonto.
Le donne, i bambini e gli anziani venivano accompagnati alle camere a gas per “disinfettarsi” dopo il lungo viaggio, senza sapere di andare incontro alla morte.

Le condizioni nei lager erano notoriamente disumane, ma trovarsi effettivamente davanti a quei prefabbricati, quei letti a castello a tre piani disposti l’uno vicino all’altro, talmente tanto da non poter passare se non in fila, cuccette in cui dormivano generalmente due persone, i bagni, i binari è molto toccante. Più di una volta ho sentito mancarmi il fiato e ho avuto il bisogno di uscire dal block, per trovarmi all’aria aperta e ricominciare a respirare.

Quando le truppe sovietiche erano sempre più vicine, Himmler diede l’ordine di distruggere le camere a gas e i forni crematori dei campi, perché non rimanesse alcuna prova. Per questo motivo gran parte del complesso di Birkenau oggi è composto da macerie, ma non furono distrutti quelli di Auschwitz I ancora oggi visibili.Birkenau

La visita è stata intensa ed è stato abbastanza difficile trovare la volontà per andare avanti e continuare a vedere i luoghi di quelle storie raccapriccianti. Una volta terminata mi sentivo tremendamente sporca, e per la prima volta ho realmente percepito sulla mia pelle quel peso che l’umanità si porta sulla spalle dalla seconda guerra mondiale.
Se chiudo gli occhi, a distanza di giorni vedo le immagini di quel campo, le fotografie di alcune delle migliaia di uomini e donne deportati e morti dopo poche settimane dal loro arrivo, se non dopo alcune ore; quei fantasmi, spogliati di tutti i loro averi fino a privarli dell’ultima cosa rimastagli: la dignità.
È terribile vedere fino a che punto può spingersi la cattiveria e la disumanità del genere umano.

 

 

Rispondi