On the Road in Masuria
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On the Road in Masuria

“Organizziamo un viaggio tutti insieme?

“Dove andiamo?

“Amsterdam?”

“Danzica?”

“Che ne pensate di andare in Masuria?”

Silenzio.

“Dove!?”

Ecco come è cominciato il viaggio di 5 italiani in un angolo di mondo fino a quel momento a me sconosciuto, ma di cui tanto si parla… almeno in Polonia.

La chiamano la “Terra dei mille laghi” e solo dopo averla visitata si capisce che non è un’esagerazione. In realtà i laghi sono molti di più, circa 2500 in tutta la regione.
Nel nord-est della Polonia al confine con la Lituania, la Masuria è il posto ideale per allontanarsi dallo smog e dal caos cittadino e rilassarsi nel bel mezzo della natura incontaminata.

Il paesaggio è caratterizzato dal susseguirsi di rigogliose foreste, immense distese di terra e prati verdi che si estendono in tutte le direzioni a perdita d’occhio.

Ci si imbatte sporadicamente in centri abitati ed è quasi del tutto assente l’opera di urbanizzazione incontrollata  (???) dell’uomo.

Come muoversi

Il modo migliore per girare la Masuria è noleggiare una macchina e segnare su una cartina i posti da vedere. Noi ci siamo rivolti al noleggio che si trova all’interno della stazione centrale.

Un viaggio on the road era un’esperienza che mi mancava, pur essendo da tempo nella mia lista di cose da fare. Avevo sentito spesso decantarne i pregi, ma non avendo mai trovato la giusta compagnia, il mio ultimo viaggi in macchina risaliva ai tempi delle elementari.

Perché fare un viaggio del genere? Perché non esiste modo più completo di viaggiare.

L’on the road permette di percorrere chilometri e fermarsi all’improvviso, perché attirati da un edificio o dai colori di un tramonto.
Dove ho dormito

Zajazd Biały Młyn
L’ hotel, che è stato la nostra base, si trovava in una posizione strategica, a metà strada tra i grandi laghi e la cittadina di Ketrzyn.

La struttura, accogliente e rustica,  è in un piccolo villaggio in mezzo al nulla, con così poche case da poterle contare.

Ricavato da un mulino del XIX secolo, è curato e ben tenuto.  Le camere sono semplici e dotate dello stretto indispensabile, ma noi non avevamo bisogno di molto.IMG_4616

All’interno c’è un ristorante dove è possibile mangiare piatti tipici della cucina polacca e lituana: carne, pierogi, pancake di patate.

L’hotel, inoltre, mette a disposizione degli ospiti tutto ciò che è necessario per il barbecue, approfittate se il tempo lo permette. Noi abbiamo festeggiato il compleanno di Giovanni a base di carne alla brace e birra.
La colazione è essenziale, come capita spesso in questa parte d’Europa si presta particola attenzione al cibo saltato. Se non volete cominciare la giornata a base di würstel e uova strapazzate la scelta è limitata.

Una cosa che ho amato? La veranda con sedie e tavoli in legno, ideale per godersi la calma e il silenzio circostante. Uno di quei luoghi dove mettere in ordine i pensieri, avvolti in un plaid mentre si sorseggia una tazza di the caldo.

Cosa fare in Masuria?

La mattina del 1 maggio, (dopo un piccolo imprevisto che stava compromettendo la vacanza), a bordo di una Lexus  siamo andati alla scoperta di una delle sette meraviglie della natura.

Il viaggio da Varsavia, interrotto da una breve pausa pranzo, è durato poco più di 4 ore.
Una volta raggiunto l’hotel,  abbiamo posato i bagagli e siamo subito ripartiti per Gizycko. La giornata, a differenza di quanto dicevano le previsioni, era soleggiata e non potevamo farcela sfuggire.
[Il tempo in generale non è stato dei migliori, decisamente non adatto ad un viaggio del genere. Il cielo grigio e uggioso e le temperature che non salivano sopra i 13 gradi ci hanno accompagnato per tre giorni di fila.]

Cosa c’è da vedere a Gizycko? Ad essere sincera non molto. Non si vedono turisti per le strade e per la prima volta non parlare polacco si è rivelato essere un problema. In queste zone gli abitanti parlano il russo o il tedesco, ma non l’inglese.

Dopo una passeggiata lungo la spiaggia del lago e sui pontili, che danno la sensazione di camminare sull’acqua, ci siamo fermati a mangiare in un bar vicino dei Waffle con panna e fragole.IMG_4946

Ammetto che ero un pò delusa, non era quello che mi aspettavo.

Tornando in albergo ci siamo fermati per fotografare il tramonto ed è stato in quel momento che ho capito perché i polacchi decantano la Masuria. La gente non va in questi luoghi per vedere musei o architetture straordinarie, ci va per riscoprire le bellezze della natura. Non essendo abituata a questo genere di viaggi all’inizio ero rimasta un pò spiazzata.

I tramonti della Masuria rientrano senza dubbio tra i più belli che abbia mai visto. Il cielo si tinge di tantissime sfumature di rosso, arancio e rosa che si riflettono sull’azzurro dei laghi.

Innumerevoli volte ci siamo fermati per strada per catturare il momento e il paesaggio perfetto, ma le foto non rendono giustizia.

Stanchi dopo il viaggio, quella sera abbiamo mangiato nel ristorante dell’hotel. Io ho ordinato una Caesar Salad, che peperoni a parte, dopo il kebab del pranzo era come un piatto prelibato.DSC_0088

Il secondo giorno dopo un abbondante colazione, siamo saliti in macchina  diretti verso uno diei luoghi che ho sempre voluto vedere: la Tana del lupo.

Diversamente da quanto suggerisce il nome, non ha nulla a che fa con l’animale. Si tratta del complesso composto da 80 bunker tedeschi in cui risiedette Hitler da giugno 1941 a novembre 1944. Il nome deriva da un soprannome che lo stesso Hitler si era attribuito.

A pochi minuti di macchina dalla cittadina di Ketrzyn, il biglietto d’ingresso costa 10 o 15 zloty.

Luogo inquietante e che mette i brividi, all’interno c’è ciò che rimane di quelle enormi costruzioni in cui si sono scritte alcune delle pagine più atroci della storia.

Il complesso era costruito nel bel mezzo del nulla, nascosto da una fitta vegetazione, alti alberi e protetto da campi minati e filo spinato.

A causa dell’avanzata dei russi la tana del lupo venne abbandonato, dando l’ordine di distruggere e far saltare in aria tutto.

Oggi restano in piedi solo alcuni edifici dall’aria precaria, mentre di altri sono visibili solo i resti delle spesse mura.

Fu tra le mura dell’edificio 6, la sala delle conferenze, il 20 luglio 1944 avvenne l’attentato noto col nome in codice “Operazione valchiria”. La storia è quella che viene raccontata nel film con Tom Cruise.

Organizzato da alcuni generali tedeschi ed eseguito dal Colonnello Von Stauffenberg, il piano prevedeva  di uccidere il Führer ed instaurare con un colpo di stato un nuovo Governo. Sfortunatamente, una serie di imprevisti impedirono la corretta esecuzione del piano e nonostante l’esplosione il Führer riuscì a sopravvivere.

Terminata la visita abbiamo mangiato qualcosa al volo e ci siamo rimessi in viaggio diretti verso il fiume Krutynia  per il giro in Kayak.

Arrivati sul posto siamo stati accolti da una dolcissima donna polacca che parlava un pò l’italiano. Prima di farci scendere al fiume ci ha consigliato di lasciare tutti i nostri averi in macchina “non si sa mai cadiate in acqua” molto incoraggiante. Noi abbiamo preso due kayak per due e uno singolo e abbiamo pagato circa 30 zloty a testa.

www.krutyniasplywy.pl Wan Plac

Il percorso base è lungo 5 km, ma è possibile continuare per altri 3 km. L’acqua è profonda poco più di un metro e la discesa è più facile di quanto immaginassi.

Pur non avendo idea di come si usasse un kayak, la nostra prima ed unica lezione è durata pochi secondi. Il succo era “cercare di restare asciutti e sull’imbarcazione”.

La discesa in Kayak è stato uno dei momenti più divertenti del viaggio. Il silenzio circostante era rotto dal rumore delle nostre risate e per metà del percorso dalla musica molesta di due coppie con le casse portatili.

Immersi nella vegetazione selvaggia a contatto con la natura, ci si imbatte in diversi moscerini e insetti ma anche in eleganti, curiosi e per nulla amichevoli cigni. Non avvicinatevi troppo se non volete essere morsi.

Tra un colpo di pagaia e la paura di cadere nell’acqua ghiacciata, siamo riusciti ad arrivare alla fine del percorso restando sopra il Kayak.

Noi ci siamo fermati dopo 5 km, eravamo stanchi e sopratutto asciutti, che motivo c’era di sfidare la sorte?

La Masuria con i suoi paesaggi bucolici ha fatto piacere la lenta e serena vita di campagna anche ad una come me, che impazzirebbe dopo un paio di giorni lontana dalla città. (Tranquilli non è durata molto, sono rinsavita quasi subito.)

Staccare la spina, rallentare e ricominciare era quello di cui avevo bisogno. Dopo più di due mesi in cui non mi ero fermata un momento, il mio corpo sentiva il bisogno di una pausa.

Non lo sapevo ancora, ma avevo bisogno della Masuria.

6 thoughts on “On the Road in Masuria”

    1. Nemmeno io, ma a quanto pare è un’istituzione in Polonia, uno di quei luoghi che non puoi non vedere!
      Anche a me piacciono molto quei luoghi poco conosciuti, che non rientrano tra le comuni mete di viaggio 🙂

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