Riga: la gemma del Baltico di cui nessuno mi ha mai parlato
Riga

Riga: la gemma del Baltico di cui nessuno mi ha mai parlato

Metti un’italiana, una spagnola e una peruviana (No, non è l’inizio di una barzelletta) desiderose di  partire insieme e varcare i confini Polacchi.

3 studentesse di giurisprudenza dall’anima nomade che non si sarebbero mai dovute incontrare. Tre persone che a febbraio sembravano così diverse, ma che a fine Marzo avevano più cose in comune di quello che potevano immaginare.

Il risultato?

Mille ricordi a cui fanno da cornice gli incantevoli scenari delle capitali Baltiche, tantissime risate e giornate all’insegna del divertimento, della complicità e dell’amicizia.Eravamo a Vilnius (ve ne parlerò nei prossimi post) da meno di 24 ore, quando il mattino del 29 Maggio, ancor prima che sorgesse il sole, siamo salite sul pullman dirette a Riga. Arrivate a destinazione, dopo 4 ore di viaggio, più stanche di prima ma euforiche, non avevamo un programma o una idea chiara di cosa vedere, così ci siamo lasciate guidare dall’istinto, dai suoni e dagli odori.
Riga ci ha accolto col sole, qualche nuvola sparsa qua e là, ed una temperatura mite che ha reso piacevole camminare in lungo e in largo.
Nessuno mi aveva mai detto quanto fosse bella, il che ha reso la giornata in giro per questo piccolo gioiello una continua sorpresa.

Era una delle poche destinazioni che non avevo mai preso in considerazione per un viaggio. Sbagliando, ero convinta che non avesse molto da offrire.
Chi organizza un viaggio in Lettonia??
Mi aspettavo una tipica città sovietica, grigia e uggiosa con ampie strade, costeggiate da palazzi squadrati, tozzi e simili a delle caserme.

Quello che mi sono ritrovata davanti non poteva essere più diverso dalla mia idea.
Una città ricca di arte e cultura, per non parlare dell’architettura straordinaria in cui ci si imbatte passeggiando per le suo strette strade o i larghi viali alberati.

Il centro storico, caratterizzato da guglie, case dalle forme e colori atipici, campanili e piazze affollate, insieme al quartiere di art Nouveau sono stati dichiarati patrimonio dell’UNESCO nel 1997.

La nostra prima meta è stato il Mercato coperto, poco distante dalla stazione degli autobus, l’unica che ci era stata suggerita da alcuni amici.
Amo i mercati, sono così autentici, pieni di quotidianità e gente del luogo. Ti permettono di entrare subito in contatto con la città, i suoi usi e costumi. Sapete come si dice, no? Dimmi ciò che mangi e ti dirò chi sei. Ecco, mi capita spesso di pensare a questo quando mi trovo nei mercati.
Quello di Riga è uno dei mercati più grandi dell’est Europa, composto da 5 padiglioni dove in passato venivano custoditi i dirigibili Zeppelin.
Dopo aver indugiato tra i suoi banchi colorati ed ordinati, pieni di frutta, verdure e carne, ci siamo dirette verso la città vecchia.

Fortunatamente ci siamo imbattute nell’ufficio del turismo, dove, dei ragazzi estremamente gentili, ci ha indicato cosa non perdere.
Il centro storico di riga è molto piccolo, le distanze tra i vari monumenti sono veramente ridotte e la città si visita rigorosamente a piedi.

Con tanto di cartina alla mano, ci siamo dirette verso la casa delle teste nere, nella piazza del municipio Ratslaukums, l’edificio più bello e rappresentativo. Costruita nel medioevo, è stata distrutta nel 1941 e ricostruita solo negli anni 90. Le teste nere erano una confraternita di mercanti scapoli di nazionalità tedesca, che si riunivano e risiedevano al suo interno, così chiamati per i loro copricapi.

Di fronte l’iconica facciata, in mattoni con rifiniture in marmo bianco, si erge la statua di Roland, paladino alla corte di Carlo magno, che rappresenta l’indipendenza di Riga. In epoca medievale le città che partecipavano alla lega Ansaltica avevano questa statua. La punta della spada viene oggi utilizzata per misurare la distanza tra le città lettoni e la capitale. Geniale come trovata, non credete?

La meta successiva era il quartiere di Art Nouveau, uno dei più importanti in Europa, composto da circa 800 palazzi dai colori pastello, eleganti e con decorazioni floreali, mitologiche, marine. Oggi in questa zona si trovano numerose ambasciate, negozi di lusso e uffici.

Le vie principali su cui si affacciano gli edifici più belli sono Alberta iela e Elizabetes iela.

Il motivo per cui ci sia un vero e proprio Art Nouveau district a Riga dipende dal fatto che nel periodo di maggiore diffusione e popolarità di questo stile architettonico, la città stava registrando un boom economico, che portò alla costruzione di nuovi palazzi fuori dalle mura medievali.

Sulla strada per il quartiere art Nouveau abbiamo sostato davanti al monumento alla libertà, simbolo di libertà e indipendenza, sempre sorvegliato da soldati.

Costruito nel 1935 come monumento ai soldati uccisi durante la guerra per l’indipendenza lettone all’inizio del XX secolo, rischiò di essere demolito durante l’occupazione sovietica cominciata nel 1940. In cima all’obelisco si trova una statua di bronzo che rappresenta la libertà nelle sembianze della dea Milda, che tiene tra le mani 3 stelle: le Regioni lettoni.

Prima di giungere a destinazione, ci siamo poi fermate per sbirciare all’interno la Cattedrale della Natività di Cristo, una Chiesa ortodossa caratterizzata da 5 cupole di diversa grandezza. Costruita a partire dal 1876 mentre la Lettonia era ancora parte dell’impero russo,  venne trasformata dai sovietici in un planetario e solo quando la Lettonia ottenne l’indipendenza la chiesa tornò a svolgere la sua funzione originaria. Una cosa che mi piace delle chiese ortodosse sono i colori intensi e accesi degli interni e l’abbondanza nell’uso dell’oro. Purtroppo come spesso succede non è possibile fare foto all’interno.

Se il tempo lo permette, concedetevi qualche momento di puro relax nel parco Espande, l’anello di congiunzione tra la città vecchia e il quartiere di Art Noveau.

Maggio è il periodo di fioritura dei tulipani, la primavera comincia con un po’ di ritardo da questa parti. La città è piena di fiori, una vera esplosione di odori e colori, sembrava di esser dentro un quadro.

A pranzo mi sono consapevolmente fatta abbindolare dall’uomo all’ingresso in costume, per mangiare presso il ristorante medievale più caratteristico e mozzafiato che abbia mai visto. I prezzi sono turistici, più alti rispetto alla media, ma il ristorante è suggestivo e singolare. Lo ricordo come uno dei pranzi più particolari, sicuramente il più insolito di sempre.

Sul menù sono elencati dei piatti (insalate, carni e pesce) che ricreano le pietanze che si trovavano sulle tavole medievali, con tanto di descrizione del periodo di appartenenza. Provate la birra al miele, non ve ne pentirete.

È a quel punto, dopo aver capito qualcosa sul menù, che 3 ragazze del XXI secolo hanno posto la prima domanda al cameriere “Scusi potremmo avere la password del Wi-Fi?”. La risposta ci ha lasciato tutte e tre spiazzate “non abbiamo internet, non esisteva nel medioevo”… come avevamo fatto a non pensarci??

Dopo aver mangiato ci siamo sedute in un localino vicino la piazza del Duomo per una pausa caffè, giusto il tempo di scrivere due cartoline. Saranno anche vintage e démodé e so di essere una dei pochi che lo fanno ancora, ma quando viaggio non resisto alla tentazione di spedirle.

Sfortunatamente abbiamo potuto ammirare il Duomo di Riga solo dall’esterno. L’Edificio si trova in una delle piazze più movimentate e pittoresche della città, sempre piena di gente, su cui si affacciano diversi caffè e locali.

Finito il caffè, ci incamminiamo, perdendoci tra le stradine di Riga, alla ricerca dei tre fratelli, 3 graziose e bizzarre abitazioni nel cuore della città. Nonostante il nome, gli edifici risalgono a periodi diversi, quella bianca al XV secolo, la gialla al XVI e la verde al XVII. Non sono deliziose??
All’interno della casa gialla si trova un discutibile ed estremamente piccolo museo dell’architettura lettone, l’ingresso è gratuito.

Andando per negozi ci si imbatte in souvenir di ogni forma che rappresentano un gatto nero. Dopo avere messo piede in città è stato chiaro sin da subito che il gatto nero è il simbolo di Riga, perché??

Bisogna andare in Miestatu iella 10/12 ed alzare gli occhi verso l’alto per capirlo. L’edificio in stile art Nouveau è uno dei più famosi in città, per via delle due statue che raffigurano un gatto nero poste sulla cima delle torrette.  Si racconta che il palazzo venne fatto costruire da un commerciante, che vedendosi rifiutato l’ingresso alla camera del commercio, come segno di disprezzo posizionò il gatto con il posteriore diretto verso la sede di quest’ultima. Poco dopo fu tuttavia costretto a cambiare l’orientamento del gatto.

A fine giornata, dopo aver visto quasi tutto quello che c’era sulla sponda della città vecchia, avendo ancora del tempo a disposizione, abbiamo attraversato il fiume dirette alla Biblioteca pubblica della Lettonia. L’edificio è moderno e sorprendente, anche chiamato Castello di Luce, per via della forma e del materiale utilizzato nella costruzione. Aperto nel 2015 fu progettato dall’architetto Gunnar Birkerst e si estende su 13 piani ed è alto 68 m.

Riga è la meta ideale in cui andare se si vuole passare un giornata rilassante ed entusiasmante, passeggiando per il suo dedalo di viuzze, sedendosi nelle verande di qualche cafè e assaggiando qualche piatto tipico dell’est.

Mi ha sorpresa sin da subito per la sua ospitalità, il calore, le architetture belle da togliere il fiato e per il sorriso genuino stampato sul volto di tutti i locals. Non so voi, ma io certe cose non mi aspettavo di trovarle nell’estremo Est.

8 thoughts on “Riga: la gemma del Baltico di cui nessuno mi ha mai parlato”

    1. Devi andare assolutamente, ricordano dei luoghi fiabeschi con le strade strette e le casette colorate. Io adoro questo genere di città.
      Anche a me l’hanno detto, ma dopo aver visto Riga non riesco nemmeno ad immaginare la bellezza di Tallin, sono curiosissima 🙂
      Spero di poterti dare conferma nei prossimi mesi!

    1. Oh Grazie 🙂 se dici così mi fai arrossire! Sono contenta, era quello che volevo succedesse leggendo l’articolo 🙂

  1. Sembrano davvero posti meravigliosi, mi ha colpito molto il “Castello di luce” in Lettonia mi piace tantissimo come struttura mi ricorda davvero i castelli delle fiabe! È sicuramente da andarci! Grazie mille per questo articolo!!

    1. Grazie a te per essere passata 🙂 ti confesso che la biblioteca mi ha lasciata a bocca aperta, qualcosa di indescrivibile, le foto non le rendono giustizia!

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