Roma in 12 ore (II parte)
Roma

Roma in 12 ore (II parte)

[Se ti sei perso la prima parte del post 12 ore a Roma (qui) ]

Il pomeriggio, dopo aver pranzato con delle deliziose lasagne al Cafè Leonardo, mi sono diretta verso il Vaticano. Volevo farmi incantare ancora una volta dalla grandezza e maestosità della piazza, dal colonnato del Bernini, composto da ben 284 colonne doriche e dalla basilica caratterizzata dall’inconfondibile cupola di Michelangelo. La basilica di San Pietro è una delle più grandi al mondo, la più importante e sicuramente una delle più spettacolari tra gli edifici di culto cattolico.san
Dopo essere entrate in chiesa e aver scattato la foto di rito alle guardie svizzere, ho percorso via della riconciliazione diretta verso il poco distante Castel Sant’Angelo.ppp

L’edificio ha l’aspetto di una fortezza inespugnabile, si affaccia sul lungo Tevere e vanta un invidiabile punto d’osservazione sulla città.
La sua storia comincia circa duemila anni fa, quando l’imperatore Adriano lo fece costruire come mausoleo personale. Dopo la sua costruzione, nel corso dei secoli, la struttura subì continue modifiche ed espansioni.
Nel medioevo l’edificio venne consegnato al pontefice, diventando fortezza dei papi e loro palazzo residenziale. Il castello è infatti collegato, tramite un passaggio sotterraneo, al palazzo del vaticano, per assicurare al pontefice una via di fuga in caso di pericolo.
In cima all’edificio svetta la statua dell’arcangelo Michele, da cui il castello prende il nome, realizzata da uno sculture fiammingo.castel
Di fronte al castello si trova Ponte Sant’Angelo che collega le due sponde del Tevere. La vista di cui si gode è sbalorditiva e l’atmosfera è molto romantica.
Il parapetto del ponte è stato realizzato dal Bernini ed è adornato da 10 statue di angeli realizzati dai suoi allievi.ponte

Essendo riuscita a vedere tutte le cose che mi era prefissata con un paio d’ore d’anticipo, ho cominciato a camminare per la città senza una meta precisa. Una volta arrivata su Corso Vittorio Emanuele II sono salita sul primo autobus che è passato.
Sono scesa poche fermate dopo e ho imboccato la prima traversa sulla destra finendo, senza volerlo, in piazza Campo de’ Fiori. Mi è sempre piaciuto perdermi nelle città, passeggiare senza sapere dove sto andando per poi ritrovarmi in qualche luogo conosciuto o meno. Credo che sia uno dei modi migliori per esplorare un luogo e percepirne lo spirito e la “personalità”.
Di mattina la piazza ospita un mercato, che purtroppo era ormai terminato al mio arrivo. In passato era il luogo in cui si svolgevano le esecuzioni pubbliche. Al centro della piazza si trova, infatti, una statua in ricordo del filosofo Giordano Bruno, accusato di eresia ed qui arso vivo nel 1600.

La mia giornata è finita diverse ore dopo nel posto in cui era cominciata, al Colosseo. Sono rimasta ad ammirarlo con lo sguardo inebetito, ancora alcuni minuti prima di prendere la metro per andare alla stazione Termini.

Roma mi ha stregata! E’ una di quelle città in cui non mi dispiacerebbe vivere, anzi sono più che sicura che mi piacerebbe parecchio. Camminare per Roma è come passeggiare all’interno di un museo, ripercorrendo ad ogni passo secoli di storia. Per le sue vie si respira un’aria magica e surreale.

Per la città ci si imbatte spesso in rovine e scavi archeologici risalenti ai romani. In ogni strada, piazza, edificio c’è qualcosa: un dettaglio, un balcone, una fontana, un palazzo, una chiesa che richiama l’attenzione.

A fine giornata ho realizzato che in tutti questi anni in cui non l’ho conosciuta sono sempre stata inconsapevolmente innamorata di Lei.balconeroma

 

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