Stoccolma: il paradiso  svedese sul mar Baltico 
Stoccolma

Stoccolma: il paradiso  svedese sul mar Baltico 

Visitare Stoccolma non rientrava tra i miei piani nè quando sono partita per l’Erasmus, nè prima. Troppo lontana e troppo costosa anche solo per sfiorarla col pensiero. Non che non avessi voglia di vederla, ma sapevo che era fuori dalla mia portata…così, senza volerlo, ne avevo accantonato il pensiero.
Alla fine di marzo, una di quelle sere polacche particolarmente fredde in cui non esci di casa, si è presentata un’occasione troppo ghiotta per non coglierla all’istante: un volo di andata e ritorno da Varsavia ad appena 50€!

Così sono partita il weekend dopo Pasqua alla volta di Stoccolma.

La mattina della partenza ero emozionata e su di giri, tanto da non essere riuscita a chiudere occhio la notte precedente. Non vedevo l’ora di scoprire la mia prima capitale Baltica.

La Svezia è totalmente diversa dal resto dell’Europa e lo si capisce subito, ancor prima di scendere dall’aereo, basta guardare fuori dal finestrino durante la fase d’atterraggio. Il paesaggio che si vede è così bello e inusuale: immense distese di terra ricoperte da rigogliose foreste e tanti piccoli isolotti circondati dal mare. Uno spettacolo surreale che sembra essere l’opera dell’esperta mano di un pittore.

Famosa ai miei occhi per essere la patria dei terribili e temibili Vichinghi, non avevo idea di cosa mi avrebbe riservato la capitale svedese.

Stoccolma è una città pulita, elegante, ordinata, in cui è rilassante passeggiare e anche l’aria che si respira ha un non so che di diverso. È una città colorata, due in particolare sono i colori che fanno da padroni: il blu del mare, che si insinua tra le isole che formano la città, e il verde degli innumerevoli parchi cittadini. La città è infatti composta per 1/3 da vegetazione e spazi verdi, 1/3 da acqua, la restante parte come potete immaginare sono palazzi ed edifici.

Stoccolma ha un fascino unico, concorde al suo essere capitale mondiale del Design.

Fondata nel 1252 da Birger Jarl come una piccola cittadina, Stoccolma si è sviluppata velocemente diventando la capitale svedese, quasi come se fosse sin da principio destinata ad avere una storia grandiosa. La città è oggi composta da 14 isole collegate da tantissimi ponti, oltre 50.



È piuttosto grande, ma le distanze tra i diversi luoghi d’interesse sono ridotte ed è possibile ridurre al minimo l’utilizzo dei trasporti pubblici. Per questo motivo consiglio, budget permettendo, di prenotare un alloggio quanto più vicino al centro (se possibile nell’isola di Glam Stan)

Cosa vedere

La mia prima tappa, una volta arrivata, è stato il Vasamuseum. Fu subito dopo aver attraversato l’ingresso, che realizzai che Stoccolma mi avrebbe sedotto e fatto perdere la testa in pochissimo tempo. Il viaggio prometteva bene e mi trovavo in città da meno di 3 ore.

Il Vasamuseum si trova sull’isola Djurgården ed è uno dei musei più importanti della Svezia. Al suo interno non si trovano quadri o statue, ma l’unico veliero del 17 secolo, perfettamente conservatosi, esistente al mondo. Lungo 69 m e alto 48.8 m il Vasa naufragò pochi minuti dopo aver cominciato il viaggio inaugurale. Era il 10 agosto del 1628 e fu una semplice raffica di vento a provocare la tragedia. Oggi sappiamo che  il progetto iniziale era stato modificato a costruzione già iniziata su ordine del re, spostando in questo modo il baricentro della nave troppo in alto. La Vasa era destinata ad essere una delle navi da guerra più importanti della flotta svedese.  Presumibilmente quando affondò era diretta contro la Polonia, la più grande nemica svedese dell’epoca.
La nave fu recuperata nel XIX secolo, per l’esattezza nel 1961, dopo aver trascorso 333 anni sul fondale marino. Il museo ripercorre la storia della nave, dalla sua costruzione fino al naufragio. L’esposizione spiega come doveva essere la vita su una nave del genere (cosa mangiava l’equipaggio, i loro modi di vestire, come ci si preparava alla battaglia) e le modalità e le tecnologie grazie a cui fu possibile il ritrovamento e il recupero.
Uscita dal museo mi sono diretta a Gamla Stan il cuore della città, l’antico centro storico dove si è sviluppato nel XIII secolo il primo insediamento. Per le strette stradine acciottolate di questa piccola ma suggestiva isola, delimitate da abitazioni colorate dalle tinte pastello, si trovano innumerevoli negozi di souvenir e boutiques, accoglienti Cafè dove gustare un buon Kanelbulle ed eleganti e particolarmente costosi ristoranti.

A Gamla Stan si trova la piazza medievale più famosa e antica di Stoccolma, Stortorget, quella con i due iconici palazzi dalle calde nuance ocra e rossiccio, diventati uno dei simboli cittadini. Ammirata perché uno dei luoghi più suggestivi del centro storico, la piazza fu teatro di un evento buio della storia della capitale: il Bagno di sangue di Stoccolma,  massacro di nobili svedesi avvenuto per mano dei danesi.

Il Palazzo Reale, poco distante, anche esso sull’isola di Gamla Stan, è uno dei più grandi al mondo contando ben 1430 stanze. Ancora oggi è utilizzato dalla famiglia reale di Svezia, appartenente alla dinastia Bernardotte.
L’edificio dall’estero è massiccio e imponente mentre gli interni in stile barocco, le cui stanze sono finemente decorate e arredate, trasmettono al visitatore la ricchezza e la potenza della nazione.

Più si avvicina il tramonto e il buio della notte si impadronisce della città, più il centro storico diventa affascinante. Nonostante sia la principale attrazione in città, non ci sono molte persone che camminano per le strade illuminate da lampioni con luci gialle, flebili e nostalgiche. L’atmosfera è surreale e sembra di far un passo indietro nel tempo.

Non è possibile andare a Stoccolma e non visitare il

useo Skansen, il più antico museo all’aperto al mondo, inaugurato nel 1891. Il museo è composto da abitazioni, negozi ed edifici provenienti da tutte le parti della Svezia e risalenti ai secoli passati.
Varcati i cancelli di ingresso vi ritroverete in un’altra epoca, quando la Svezia non era ancora uno dei paesi più ricchi d’Europa, le costruzioni erano di legno, la vita semplice e il tempo scorreva lento, scandito dalla luce del sole. Al suo interno c’è anche uno zoo, dove è possibile vedere da vicino animali tipici dei paesi del nord: i bufali europei, orsi, lupi bianchi, volpi e alci, l’animale simbolo della Svezia.
Per rendere l’esperienza più realistica e interessante, uomini e donne, con in dosso abiti d’epoca, sono pronti e disponibili a raccontare la storia dell’edificio in cui si trovano, lo stile di vita del proprietario e il lavoro che veniva svolto lì in passato.

L’Hinstoriska Museum è un museo interattivo che coinvolge e permette di scoprire la, spesso sconosciuta, storia svedese con il coinvolgimento dei cinque sensi. L’ingresso è gratuito e vi consiglio di farci un salto, perché questo museo ripercorre la storia della nazione dalle sue origini fino al XX secolo.

La parte che più mi ha intrigato è stata il piano terra che racconta(? la vera storia dei Vichinghi,  spesso alterata. Famosi in tutto il mondo per la loro crudeltà, in realtà la maggior parte erano contadini e non temibili guerrieri. Alcuni saranno stati spietati, ma devo confessare che ho un debole per i vichinghi. Sono stati tra i primi popoli ad avventurarsi verso l’ignoto, con le loro navi solcavano e affrontavano i mari del nord  alla scoperta e alla conquista di nuove terre. Insomma hanno fatto del viaggio la loro ragione di vita.

Non è segnalata sulla maggior parte delle guide turistiche e non ne comprendo il motivo, perché la Biblioteca di Stoccolma è la più bella e sbalorditiva in cui abbia mai avuto la fortuna di mettere piede. La struttura è molto semplice e anonima all’esterno, non attira minimamente l’attenzione di un viaggiatore che non sa cosa si cela oltre le sue mura. Basta varcare l’ingresso e salire una rampa di scale, per ritrovarsi all’interno di una grande sala rotonda le cui pareti a 360 gradi sono ricoperte di scaffali pieni di libri. Posizionandosi al centro della stanza si è letteralmente circondati da libri. La biblioteca al suo interno conserva più di 2 milioni di volumi, un vero e proprio tempio in cui viene custodito il sapere. Si potrebbe stare al suo interno una vita intera senza riuscirne a leggere nemmeno la metà. Un luogo suggestivo che mi ha lasciato senza fiato, chi non sognerebbe un biblioteca simile nella propria città? Solo dopo averla girata in lungo e in largo, mi sono decisa a dirle arrivederci e ad uscire. L’accesso è libero e gratuito, basta solo controllare gli orari d’apertura online.


In pieno centro si trova il Kungsträgårten, un giardino spettacolare, lungo i cui lati scorrono due file di alberi di ciliegio, che creano delle vibrazioni orientali. Il giardino è circondato da sofisticati ristoranti e cafè. Nel medioevo il Kungsträgårten era un giardino reale da cui deriva l’attuale nome, successivamente venne trasformato in un parco in cui la nobiltà passeggiava nei giorni di sole.

Aprile è il mese di fioritura dei ciliegi, momento che segna la fine dell’inverno e delle temperature gelide, e l’inizio della tanto attesa primavera.
Il Municipio di Stoccolma è una tappa imperdibile, famoso in tutto il mondo, essendo il luogo in cui annualmente si svolge la cerimonia dei premi Nobel. Sfortunatamente non ho avuto la possibilità di vederlo dall’interno, essendo chiuso nei weekend.

Come vi ho già detto, Stoccolma è sorprendente in tutto e per tutto, anche le stazioni della metro lo sono. Non perdetevi dunque un Tour in Tunnelbana, basta pagare il biglietto di una corsa singola e potrete esplorare questa enorme galleria sotterranea, che si estende per più di 110 km. In particolare le stazioni della linea Blu sono proprio delle opere d’arte tutte colorate, ognuna con un proprio tema. 

Città regale, accogliente e romantica, i cui abitanti sono allegri, ben vestiti e parlano un’inglese perfetto, l’aria è fresca e pulita, i panorami mozzafiato, le strade ampie e ordinate, i palazzi eleganti e colorati e dai cafè fuoriesce profumo di cannella.

Stoccolma è magnifica e non credo sia un’esagerazione dire che è una delle città più belle che abbia visto in Europa. Ha un fascino tutto suo e sembra essere sospesa tra la realtà e il sogno.

N.B. Purtroppo non ho molte foto, avendo perso il computer in cui erano salvate tornando in Italia, quindi dovrete accontentarvi dell’uniche foto scattate con il cellulare.

20 thoughts on “Stoccolma: il paradiso  svedese sul mar Baltico ”

  1. Il mese scorso sono stata a Copenaghen e mi sono ripromessa di dedicare più tempo al Nord Europa, a partire proprio da Stoccoloma, quindi questo tuo articolo mi è utilissimo! Il Vasamuseum e la Biblioteca sembrano bellissimi, per non parlare della metropolitana che sembra un’opera d’arte! A posteriori, posso chiederti quanti giorni mi consigli per visitare la città per bene? Se prima ero quasi convinta, ora mi hai convinta del tutto! 🙂

    1. Ciao Silvia! Sono molto contenta di esserti stata utile 🙂
      Stoccolma è davvero meravigliosa e non potresti scegliere meta migliore per cominciare ad esplorare il “gelido” Nord. Assicurati di vedere anche il quartiere di Södermalm, (la Montmartre di Stoccolma) una delle zone più intriganti e caratteristiche, da cui è possibile godere di viste mozzafiato.
      Ti direi di dedicare a Stoccolma almeno 4 giorni pieni, c’è davvero così tanto da vedere che un weekend non basta 😀

      P.S. conto di visitare Copenaghen nel giro di qualche mesi e farò tesoro dei consigli che troverò sul tuo blog!

    1. Grazie!! Fai benissimo a prenderla in considerazione per le prossime vacanze, la Svezia è un paese straordinario!

  2. Mamma mia quella Biblioteca! Mi ci potrei perdere *_*
    La Svezia è una delle mete che più vorrei visitare, mi segno tutti i luoghi stupendi che hai consigliato, assolutamente <3

    1. Non avevo mai messo piede in una biblioteca più bella *__*
      Spero che tu possa andarci al più presto 🙂 se dovessi avere bisogno di consigli chiedi pure!

    1. Nemmeno io ci avevo mai pensato prima di Marzo, credo sia anche per questo che mi sia piaciuta così tanto 🙂

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